{"id":893,"date":"2024-11-06T20:55:02","date_gmt":"2024-11-06T20:55:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.psmassuntacastellarano.it\/wp-2025\/\/?page_id=893"},"modified":"2024-11-28T15:10:59","modified_gmt":"2024-11-28T15:10:59","slug":"chiesa-montebabbio","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.psmassuntacastellarano.it\/wp-2025\/chiesa-montebabbio\/","title":{"rendered":"Parrocchia Montebabbio"},"content":{"rendered":"<p><\/p><h1 class=\"wp-block-heading\">Parrocchia di Montababbio &#8211; Chiesa di San Nicol\u00f2<\/h1><p style=\"font-size:18px\">La chiesa parrocchiale di Montebabbio, dedicata a San Nicola vescovo, \u00e8 stata costruita, nella posizione attuale, nei primi decenni del XVII secolo.<\/p><p style=\"font-size:18px\">In origine la chiesa era posta sul masso che ospita la torre, si trattava di un edificio con pi\u00f9 absidi quindi di una certa importanza, poi, dopo l\u2019 abbandono di questa, avvenuto forse nel XV secolo, fu costruita un\u2019altra chiesa della quale non \u00e8 stato possibile determinare l\u2019ubicazione. Dai documenti e dalle visite pastorali emergono le condizioni penose dell\u2019edificio tali da indurre il vescovo mons. Coccapani, durante la visita pastorale del 24 luglio 1626, ad ordinare di trasferire la chiesa nel luogo designato.<\/p><p style=\"font-size:18px\">Mons. Coccapani ritorn\u00f2 a Montebabbio dieci anni dopo&nbsp; e trov\u00f2 la chiesa nuova ormai compita, a suo parere mancavano soli sei mesi per terminarla e tanto fu il tempo che concesse a parroco e parrocchiani.<\/p><p style=\"font-size:18px\">La pianta, redatta in occasione della visita Marliani del 1664, ci mostra una chiesa, orientata in senso liturgico,&nbsp; con tre navate, 4 cappelle e la sagrestia; il coro, di forma quadrata, chiude il presbiterio. L\u2019accesso alla chiesa \u00e8 consentito da due porte, una sulla facciata, l\u2018altra&nbsp; sul lato a settentrione.<\/p><p style=\"font-size:18px\">Entrando dalla porta principale la prima cappella a destra ospitava l\u2019altare di S. Anna, di giuspatronato della famiglia Spallanzani, ornato da un affresco raffigurante i santi Gioacchino ed Anna mentre presentano la vergine Maria a Zaccaria, sacerdote del tempio. Probabile autore dell\u2019affresco \u00e8 Giovanni Battista Spallanzani, il nonno di Lazzaro, che fu allievo dello Stringa, e apprezzato pittore nello scandianese.<\/p><p style=\"font-size:18px\">Proseguendo sullo stesso lato vi era la sacrestia e poi l\u2019altare dedicato alla Madonna del Rosario. Sopra l\u2019altare era posto il grande quadro con la Vergine, S. Domenico, S. Catterina e i misteri del Rosario. Questo quadro \u00e8 stato rubato nel 1990.<\/p><p style=\"font-size:18px\">Sul lato opposto, a sinistra dell\u2019ingresso vi era il battistero, sormontato dall\u2019affresco rappresentante il battesimo di Ges\u00f9. .<\/p><p style=\"font-size:18px\">Seguivano l\u2019ingresso secondario e quindi l\u2019altare di S. Giovanni al supplizio davanti alla Porta Latina, protettore della comunit\u00e0 di Montebabbio e che veniva festeggiato il 6 maggio e il 27 dicembre. Sull\u2019altare era collocato il grande quadro, raffigurante il martirio del Santo, che \u00e8 andato distrutto per cause ancora da accertare. Nella parte inferiore dell\u2019altare, ora dedicato a S. Nicola, vi \u00e8 un bellissimo paliotto in scagliola, probabile opera del frate cappuccino Felice Gianelli, artista itinerante del XVII secolo.<\/p><p style=\"font-size:18px\">Questo altare era, con quadro e paliotto, il pi\u00f9 ricco della chiesa perch\u00e9 i condomini, conti Prini e Cabrietti, si sentivano coinvolti nelle vicende della comunit\u00e0 e si preoccupavano che essa non sfigurasse.<\/p><p style=\"font-size:18px\">Durante il periodo di governo pastorale di don Casolari (1865-1900) la chiesa fu completamente ristrutturata. Cos\u00ec lo stesso prevosto, abile scagliolista e provetto tornitore, descrive le modifiche apportate all\u2019edificio:<\/p><p class=\"has-text-align-center\" style=\"font-size:18px\"><em>La Chiesa \u00e9 stata allungata circa di 4 metri, ossia tutta la rotonda del coro ed innal\u00adzato tutto il presbitero all\u2019altezza di tutto il corpo della Chiesa. Nei due muri late\u00adrali al Presbitero si sono tagliati due archi, poste analoghe tribune e per l\u2019organo e per i cantori. Il pavimento di tutto il presbitero e del coro \u00e9 di mattonelle. L\u2019altare maggiore fu fatto per offerte e le diede principio Tondelli di Reggio e per cagione della morte del Tondelli fu scagliolato da certo Diacci Stefano da Carpi.<\/em><\/p><p class=\"has-text-align-center\" style=\"font-size:18px\"><em>Il pulpito che era di legno ora \u00e9 di scagliola con sovrapposto baldacchino pure di scagliola con crocefisso intagliato in legno del valore di 7 Lire.<\/em><\/p><p class=\"has-text-align-center\" style=\"font-size:18px\"><em>L<\/em><em><sup>\u2019<\/sup><\/em><em>altare basso a Cornu Epistolae che era di gesso ora \u00e9 di scagliola e munito di un an\u00adcona in laterizi abbastanza elegante con in alto la nicchia pel simulacro della B.V.<\/em><\/p><p class=\"has-text-align-center\" style=\"font-size:18px\"><em>Le due sagrestie laterali al Presbitero a cornu epistolae per i preti, a&nbsp; cornu evange\u00adli pei confratelli furono tutte e due allungate quasi della met\u00e0. Sopra quella dei pre\u00adti vi sono due stanzette a comodo dei sacerdoti con caminetto di scagliola.<\/em><\/p><p class=\"has-text-align-center\" style=\"font-size:18px\"><em>Dietro l\u2019altare maggiore v\u2019\u00e8&nbsp; una credenza che serve per riporvi i candelieri e i fiori. In mezzo al coro un tamburo quadro che serve di piedestallo al&nbsp; leggio per i libri da canto.<\/em><\/p><p class=\"has-text-align-center\" style=\"font-size:18px\"><em>I sedili del coro con apposito schienale ed inginocchiatoi sono di noce con sottopiedi di pialla di abbastanza eleganza.<\/em><\/p><p style=\"font-size:18px\">Dopo il breve governo di don Macchioni assunse la guida della parrocchia il bibbianese don Gioacchino Bertolini che avvi\u00f2 altri lavori all\u2019interno della chiesa dandole l\u2019aspetto che tuttora ammiriamo. Queste le modifiche:<em>&nbsp;<\/em><\/p><p class=\"has-text-align-center\" style=\"font-size:18px\"><em>Il 25.12.1904 il Parroco d\u2019accordo coi fabbriceri e coi principali della Par\u00adrocchia pens\u00f2 di atterrare i muri che dividevano le&nbsp; cappelle fra di loro, atterrare l\u2019altare di S. Anna, ridurre il Battistero, porre l\u2019organo sulla tribuna a Cornu Evangeli essendo prima posto sopra la porta principale, porre il pulpito nella colonna in Cornu evangeli, chiudere la porticella di levante ed aprirne due di fronte della faccia\u00adta della Chiesa ed in ultimo farla pi\u00f9 decorosa.<\/em><\/p><p style=\"font-size:18px\">L\u2019interno della chiesa \u00e8 stato restaurato nell\u2019ormai lontano 1968 mentre il rifacimento del tetto, del sagrato e la pittura delle&nbsp; parti esterne dell\u2019edificio sono datati 2003. Sono poi dovute&nbsp; a don Bruno Poli le vetrate artistiche alle finestre e la provvisione alla chiesa dell\u2019impianto di riscaldamento.<\/p><p style=\"font-size:18px\">Nel corso del 2006 \u00e8 stato&nbsp; curato il recupero dell\u2019orologio solare che da circa due secoli orna la parete meridionale della nostra chiesa. Si tratta di una meridiana ad ore francesi realizzata probabilmente da don Domenico Caselli, sacerdote con notevoli conoscenze scientifiche che, cresciuto a Montebabbio, fu priore di Rondinara dal 1791 al 1837.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Parrocchia di Montababbio &#8211; Chiesa di San Nicol\u00f2 La chiesa parrocchiale di Montebabbio, dedicata a San Nicola vescovo, \u00e8 stata costruita, nella posizione attuale, nei primi decenni del XVII secolo. In origine la chiesa era posta sul masso che ospita la torre, si trattava di un edificio con pi\u00f9 absidi quindi di una certa importanza, poi, dopo l\u2019 abbandono di questa, avvenuto forse nel XV secolo, fu costruita un\u2019altra chiesa della quale non \u00e8 stato possibile determinare l\u2019ubicazione. Dai documenti e dalle visite pastorali emergono le condizioni penose dell\u2019edificio tali da indurre il vescovo mons. Coccapani, durante la visita pastorale del 24 luglio 1626, ad ordinare di trasferire la chiesa nel luogo designato. Mons. Coccapani ritorn\u00f2 a Montebabbio dieci anni dopo&nbsp; e trov\u00f2 la chiesa nuova ormai compita, a suo parere mancavano soli sei mesi per terminarla e tanto fu il tempo che concesse a parroco e parrocchiani. La pianta, redatta in occasione della visita Marliani del 1664, ci mostra una chiesa, orientata in senso liturgico,&nbsp; con tre navate, 4 cappelle e la sagrestia; il coro, di forma quadrata, chiude il presbiterio. L\u2019accesso alla chiesa \u00e8 consentito da due porte, una sulla facciata, l\u2018altra&nbsp; sul lato a settentrione. Entrando dalla porta principale la prima cappella a destra ospitava l\u2019altare di S. Anna, di giuspatronato della famiglia Spallanzani, ornato da un affresco raffigurante i santi Gioacchino ed Anna mentre presentano la vergine Maria a Zaccaria, sacerdote del tempio. Probabile autore dell\u2019affresco \u00e8 Giovanni Battista Spallanzani, il nonno di Lazzaro, che fu allievo dello Stringa, e apprezzato pittore nello scandianese. Proseguendo sullo stesso lato vi era la sacrestia e poi l\u2019altare dedicato alla Madonna del Rosario. Sopra l\u2019altare era posto il grande quadro con la Vergine, S. Domenico, S. Catterina e i misteri del Rosario. Questo quadro \u00e8 stato rubato nel 1990. Sul lato opposto, a sinistra dell\u2019ingresso vi era il battistero, sormontato dall\u2019affresco rappresentante il battesimo di Ges\u00f9. . Seguivano l\u2019ingresso secondario e quindi l\u2019altare di S. Giovanni al supplizio davanti alla Porta Latina, protettore della comunit\u00e0 di Montebabbio e che veniva festeggiato il 6 maggio e il 27 dicembre. Sull\u2019altare era collocato il grande quadro, raffigurante il martirio del Santo, che \u00e8 andato distrutto per cause ancora da accertare. Nella parte inferiore dell\u2019altare, ora dedicato a S. Nicola, vi \u00e8 un bellissimo paliotto in scagliola, probabile opera del frate cappuccino Felice Gianelli, artista itinerante del XVII secolo. Questo altare era, con quadro e paliotto, il pi\u00f9 ricco della chiesa perch\u00e9 i condomini, conti Prini e Cabrietti, si sentivano coinvolti nelle vicende della comunit\u00e0 e si preoccupavano che essa non sfigurasse. Durante il periodo di governo pastorale di don Casolari (1865-1900) la chiesa fu completamente ristrutturata. 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