{"id":2050,"date":"2024-11-19T18:10:03","date_gmt":"2024-11-19T18:10:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.psmassuntacastellarano.it\/wp-2025\/\/?page_id=2050"},"modified":"2024-11-28T15:09:14","modified_gmt":"2024-11-28T15:09:14","slug":"parrocchia-castellarano","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.psmassuntacastellarano.it\/wp-2025\/parrocchia-castellarano\/","title":{"rendered":"Parrocchia Castellarano"},"content":{"rendered":"<h3 class=\"wp-block-heading\">Parrocchia Castellarano &#8211; Santa Maria Assunta<\/h3><p>BREVE STORIA DELLA PIEVE PARROCCHIALE DI S. MARIA ASSUNTA<\/p><p style=\"font-size:18px\"><strong>CARATTERI COSTRUTTIVI:<\/strong>&nbsp;A croce latina, con quattro cappelle laterali nel braccio principale e due nel minore adorno di ricchi altari e in uno di destra, due statue barocche della Carit\u00e0 e della Fede, transetto con cupola ovata e volte a botte e a crociera sui bracci. E\u2019 opera del secolo XVII, ma sussiste ancora qualche elemento della prima chiesa romanica: la cripta e alcune basi dei pilastri polistili della Chiesa che dimostrano come la primitiva costruzione fosse a tre navi con volte, presbiterio rialzato e cripta; questa \u00e8 stata in parte ripristinata con quattro colonnine sormontate dai primitivi capitelli e pulvini della fine del Sec. XI inizi XII; di queste una decorazione a intrecci viminei nel pulvino e foglie spinose stilizzate nel capitello; un\u2019altra ha nel pulvino animali affrontati e decorazione floreale e nel capitello aquile angolari con le ali che terminano in fronde ricongiunte al centro del capitello, una terza ha foglie stilizzate nel pulvino e nel capitello tortiglioni che sorreggono trecce e festoni; e la quarta ha decorazione a foglie stilizzate nel pulvino e nel capitello. Delle tre colonnine tre sono rotonde, una, la seconda, \u00e8 ottagona.<\/p><p style=\"font-size:18px\">La pieve fu restaurata tra il 1899 ed il 1901 ed in quel tempo vennero in luce gli elementi romanici ricordati ed altri ora in parte sul pavimento della cripta e in parte in chiesa. Un ulteriore restauro \u00e8 del 1912.<\/p><p style=\"font-size:18px\"><strong>NOTIZIE STORICHE<\/strong>: La chiesa ricordata fin dal 1000 fu probabilmente ricostruita al tempo di Matilde di Canossa, e di questo periodo sono probabilmente i capitelli della cripta, che il Maestri crede dell\u2019VIII secolo e che sono invece da confrontare per vigorosit\u00e0 ed ingenuit\u00e0 di intaglio a quelli nell\u2019atrio di Sant\u2019Ambrogio a Milano, a quelli della chiesa di Santo Stefano a Bologna e a quelli della Pieve di Rubbiano; \u00e8 quindi probabile la datazione del Kinglsey Porter al 1105 c.<\/p><p style=\"font-size:18px\">La primitiva chiesa plebanale di S. Maria Assunta di Castellarano \u00e8 dunque antichissima, sicuramente del sec. IX o anche anteriore. A questa si sostitu\u00ec probabilmente una seconda in stile romanico. I resti archeologici testimoniano l&#8217;esistenza delle prime due chiese. La versione attuale, invece, deriva da una totale ricostruzione nel XVII secolo.<\/p><p style=\"font-size:18px\"><strong>INTERNO DELLA CHIESA&nbsp;<\/strong><\/p><p style=\"font-size:18px\"><strong>ABSIDE E ALTARE MAGGIORE<\/strong><\/p><p style=\"font-size:18px\">L\u2019abside \u00e8 a semicerchio con 2 finestre laterali e con al centro una tela ad olio (m. 1,50 x mt1) di autore ignoto, fatto eseguire dal prevosto Ercole Medici nel 1645. Vi \u00e8 raffigurata la Beata Vergine Assunta in cielo, con in basso a sinistra gli apostoli attorno al sepolcro della Madonna rimasto vuoto, mentre a destra spicca un gruppo di case con una chiesa e il rispettivo campanile (forse il pittore ha voluto ritrarre il Borgo superiore di Castellarano).<\/p><p>Nelle note del Vescovo Bellicini, (1677), \u00e8 scritto che fino a quella data la tela dell\u2019Assunta era racchiusa entro artistica cornice in legno recante lo stemma della famiglia Medici, la famiglia del prevosto E. Medici che la fece eseguire a sue spese. Nel 1794 il prevosto Don Filippo Luigi Mellini \u2013 lo dice lui stesso \u2013 tolse la cornice di legno e fece eseguire l\u2019attuale ornato in scagliola.<\/p><p style=\"font-size:18px\">Gli scanni del coro sono opera del falegname Tommaso Panini del luogo, che li esegu\u00ec nel 1680 su commissione del prevosto Don Giacomo Vecchi: cos\u00ec si trova inciso sulla cattedra del coro.<\/p><p style=\"font-size:18px\"><em>[Le figure sulle vetrate sono recenti: Immacolata Concezione e S. Pancrazio. Smalto su vetro temperato. Donate dalla famiglia Lazzarini in memoria di Piercarlo Lazzarini (1944-1992). Gli angeli della volta sono molto belli: il panneggio delle vesti, la bellezza dei visi, un artistico chiaroscuro fanno di queste figure una composizione ammirabile].<\/em><\/p><p style=\"font-size:18px\"><strong>ALTARE DI S. BONAVENTURA<\/strong><\/p><p style=\"font-size:18px\">\u00c8 il 3\u00ba a sinistra per chi entra in chiesa dalla porta principale. La tela ad olio (m. 2,67 x 1,80) di autore ignoto, databile alla fine del XVII secolo reca in alto la Madonna col Bambino e angeli, in basso i SS. Bonaventura, Nicola da Tolentino e Francesca Romana. Poich\u00e9 la cornice in stile barocco e ben lavorata reca lo stemma Medici, significa che lo fece eseguire il prevosto Ercole Medici, o il di lui nipote Pellegrino Medici nel periodo 1660-1675. Questa cappella era stata costruita assieme a quella di fronte per conto del Cardinale Toschi, erano state dedicate ai SS Giovanni B. quella di sinistra e Giovanni e Giacomo quella di destra; &nbsp;ma il nipote Giovanni Toschi nel 1623, portata a termine la Chiesa di S. Prospero, volle trasportarvi, contro il parere della popolazione, le tele delle due cappelle.<\/p><p style=\"font-size:18px\"><strong>ALTARE DI S. SECONDINO<\/strong><\/p><p style=\"font-size:18px\">E\u2019 il 2\u00b0 a sinistra per chi entra in chiesa dalla porta principale. La tela a olio (m. 2 x 1,50) rappresenta Maria SS. Liberatrice in alto e in basso S. Paolo apostolo, S. Lorenzo martire, S. Giacomo maggiore apostolo e S. Policarpo vescovo e martire. In questo altare sono custodite le spoglie di S. Secondino. Da un libricino conservato nell\u2019archivio parrocchiale, apprendiamo che le spoglie del santo sarebbero state trasportate da Cordova a Roma da dei cristiani fuggiti dalla Spagna durante l\u2019invasione dei Mori. A Roma rimasero nel cimitero di Priscilla fino al 1662, allorch\u00e9 il signor Domenico Toschi, nipote del Cardinale, riusc\u00ec ad ottenerle per farne dono alla Chiesa del suo paese, Castellarano.<\/p><p style=\"font-size:18px\">Nel 1770 l\u2019altare e l\u2019ancona furono rifatti in modo pi\u00f9 elegante a spese di Francesco Moreali, sassolese.&nbsp;<em>Il dipinto \u00e8&nbsp; opera del pistoiese Giacinto Gimignani che lo esegu\u00ec nel 1644. L\u2019opera \u00e8 firmata e datata.<\/em><\/p><p style=\"font-size:18px\"><strong>ALTARE DI S. LUCIA V. e M.<\/strong><\/p><p style=\"font-size:18px\">Il primo altare a sinistra, per chi entra in chiesa dalla porta principale, \u00e8 dedicato a S. Lucia. La tela a olio (m. 2,55 x 1,70) reca l\u2019immagine della santa tra S. Bernardino da Siena e S. Bartolomeo apostolo. Il dipinto \u00e8 databile verso la met\u00e0 del settecento e non se ne conosce l\u2019autore. Questo dipinto \u00e8 l\u2019unico all\u2019interno della Chiesa che non abbia rappresentata la Beata Vergine. Sul lato sinistro della cappella \u00e8 stata aperta una cappellina dove riposano le spoglie mortali di Don Giuseppe Reverberi, morto in concetto di santit\u00e0.<\/p><p style=\"font-size:18px\"><strong>ALTARE DELLA BEATA VERGINE DEL ROSARIO<\/strong><\/p><p style=\"font-size:18px\">\u00c8 il 3\u00ba a destra per chi entra in chiesa dalla porta principale. Ha una bella tela ad olio (m. 2,56 x 1,72) racchiusa dentro ad artistica cornice in legno. Il dipinto \u00e8 attribuito al romagnolo di Lugo, Gian Paolo Gavazzi che lo esegue intorno al 1594 -1595 e rappresenta la Madonna che, in alto, porge la corona del rosario a S. Domenico di Guzman e a S. Caterina da Siena; sul perimetro del quadrato sono dipinti 15 quadretti che rappresentano i misteri del rosario (5 gaudiosi, 5 dolorosi, 5 gloriosi). Si sa di certo che il quadro esisteva certamente nel 1613, posto per\u00f2 in altro luogo. Ai lati dell\u2019ancona sono collocate su rispettive mensole due statue in legno raffiguranti S. Agata a destra, e S. Caterina d\u2019Alessandria V. e M. a sinistra.<\/p><p><strong>ALTARE DELL\u2019IMMACOLATA CONCEZIONE&nbsp;<\/strong><br>Nella prima cappella a destra, entrando in chiesa dalla porta principale, si trova l\u2019altare dell\u2019Immacolata Concezione di Maria SS.<br>Il quadro ad olio su tela (m. 2,55 x 1,60) riproduce in alto l\u2019Immacolata e in basso Sant\u2019Antonio abate, S. Francesco di Paola e un terzo Santo che sembra S. Filippo Neri. L\u2019opera \u00e8 di anonimo databile nella seconda met\u00e0 del settecento. Ai lati dell\u2019altare troviamo due statue in scagliola che rappresentano la Fede, a sinistra e la Speranza, a destra.<\/p><p style=\"font-size:18px\"><strong>ALTARE DI SAN PANCRAZIO M.<\/strong><br>Di fianco al precedente si trova l\u2019altare dedicato ai santi martiri Pancrazio e Macario venerati, il primo come patrono, e il secondo come compatrono del paese. Il dipinto (m. 2,68 x 1,70) reca, oltre i due santi accennati, anche la Madonna della Cintura, in alto. Questa tela \u00e8 attribuita al pittore G. Paolo Gavazzi. Questa cappella da tempo immemorabile \u00e8 di giuspatronato della Comunit\u00e0.<\/p><p style=\"font-size:18px\"><strong>L\u2019ORGANO<\/strong><br>Al disopra della porta centrale \u00e8 sistemata la cantoria col relativo organo<strong>,<\/strong>&nbsp;costruito nel 1666 da Lorenzo Pellegrini di Coreglia, paese della Garfagnana. La cassa dell\u2019epoca,&nbsp;unica nel suo genere in provincia di Reggio Emilia, \u00e8 divisa in cinque campi. Lo strumento nel 1858 fu ampliato dai fratelli Riatti di Reggio Emilia e nel 1881, l\u2019organaro modenese Eugenio Bonazzi, molto attivo nel reggiano [ricordiamo la costruzione dell\u2019organo della&nbsp;Cattedrale di Reggio, San Domenico, Bagno, Boretto, Pieve&nbsp;Saliceto, Marmirolo, Roteglia]&nbsp;ricostru\u00ec il somiere ma mantenne quasi tutte le preziose canne seicentesche di Pellegrini. Bonazzi mantenne anche la tastiera seicentesca aumentandone l\u2019estensione nella parte acuta.<\/p><p style=\"font-size:18px\"><strong>IL CAMPANILE<\/strong><br>Non si conosce l\u2019anno in cui fu innalzato. Si sa invece che nel 1622 minacciava rovina e che la Comunit\u00e0 lo fece restaurare con denaro pubblico. Nel 1683 prima dei lavori della cupola il Prevosto Don Vecchi lo fece atterrare per ricostruirlo di nuovo e pi\u00f9 alto.&nbsp; Nel 1835 con il materiale delle vecchie furono rifuse 4 nuove campane.<\/p><p style=\"font-size:18px\"><strong>BIBLIOGRAFIA<\/strong>:<\/p><p style=\"font-size:18px\">FACCIOLI, R.\u00a0<em>Relazione dei lavori compiuti dall&#8217;Ufficio regionale per la conservazione dei monumenti dell&#8217;Emilia dall&#8217;anno 1898 al 1901<\/em>, Bologna: Zanichelli, 1901, pp. 81-83.<\/p><p style=\"font-size:18px\">MAESTRI, V. La Pieve di Rubbiano, in <em>Memorie della R. Accademia di scienze, lettere ed arti di Modena<\/em>, serie 3, vol. 2, Modena: Societa tipografica, 1900, pp. 123-130.<\/p><p style=\"font-size:18px\">KINGSLEY PORTER, A. <em>Lombard Architecture,&nbsp;<\/em>New Haven: Yale University Press, 1915-1917, pp.284-285.<\/p><p style=\"font-size:18px\">PICCININI, G. <em>Guida di Reggio nell&#8217;Emilia,<\/em> Reggio Emilia: Bassi, 1920.<\/p><p style=\"font-size:18px\">SCHENETTI, M.&nbsp;<em>Castellarano: da rifugio di aborigini a centro industriale,&nbsp;<\/em>Castellarano: Tonino Schenetti, 1976.<\/p><p style=\"font-size:18px\">SILIPRANDI, O. Avanzi di architettura romanica in Castellarano, estratto dagli studi in onore di N. Campani, in <em>Guida dell\u2019Appennino Reggiano<\/em>, Reggio Emilia: Bonvicini, 1930, pp. 70-71.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Parrocchia Castellarano &#8211; Santa Maria Assunta BREVE STORIA DELLA PIEVE PARROCCHIALE DI S. 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XI inizi XII; di queste una decorazione a intrecci viminei nel pulvino e foglie spinose stilizzate nel capitello; un\u2019altra ha nel pulvino animali affrontati e decorazione floreale e nel capitello aquile angolari con le ali che terminano in fronde ricongiunte al centro del capitello, una terza ha foglie stilizzate nel pulvino e nel capitello tortiglioni che sorreggono trecce e festoni; e la quarta ha decorazione a foglie stilizzate nel pulvino e nel capitello. Delle tre colonnine tre sono rotonde, una, la seconda, \u00e8 ottagona. La pieve fu restaurata tra il 1899 ed il 1901 ed in quel tempo vennero in luce gli elementi romanici ricordati ed altri ora in parte sul pavimento della cripta e in parte in chiesa. Un ulteriore restauro \u00e8 del 1912. NOTIZIE STORICHE: La chiesa ricordata fin dal 1000 fu probabilmente ricostruita al tempo di Matilde di Canossa, e di questo periodo sono probabilmente i capitelli della cripta, che il Maestri crede dell\u2019VIII secolo e che sono invece da confrontare per vigorosit\u00e0 ed ingenuit\u00e0 di intaglio a quelli nell\u2019atrio di Sant\u2019Ambrogio a Milano, a quelli della chiesa di Santo Stefano a Bologna e a quelli della Pieve di Rubbiano; \u00e8 quindi probabile la datazione del Kinglsey Porter al 1105 c. La primitiva chiesa plebanale di S. Maria Assunta di Castellarano \u00e8 dunque antichissima, sicuramente del sec. IX o anche anteriore. A questa si sostitu\u00ec probabilmente una seconda in stile romanico. I resti archeologici testimoniano l&#8217;esistenza delle prime due chiese. La versione attuale, invece, deriva da una totale ricostruzione nel XVII secolo. INTERNO DELLA CHIESA&nbsp; ABSIDE E ALTARE MAGGIORE L\u2019abside \u00e8 a semicerchio con 2 finestre laterali e con al centro una tela ad olio (m. 1,50 x mt1) di autore ignoto, fatto eseguire dal prevosto Ercole Medici nel 1645. Vi \u00e8 raffigurata la Beata Vergine Assunta in cielo, con in basso a sinistra gli apostoli attorno al sepolcro della Madonna rimasto vuoto, mentre a destra spicca un gruppo di case con una chiesa e il rispettivo campanile (forse il pittore ha voluto ritrarre il Borgo superiore di Castellarano). Nelle note del Vescovo Bellicini, (1677), \u00e8 scritto che fino a quella data la tela dell\u2019Assunta era racchiusa entro artistica cornice in legno recante lo stemma della famiglia Medici, la famiglia del prevosto E. Medici che la fece eseguire a sue spese. 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