Parrocchia di Montebabbio

LA CHIESA PARROCCHIALE DI MONTEBABBIO

La chiesa parrocchiale di Montebabbio, dedicata a San Nicola vescovo, è stata costruita, nella posizione attuale, nei primi decenni del XVII secolo.

In origine la chiesa era posta sul masso che ospita la torre, si trattava di un edificio con più absidi quindi di una certa importanza, poi, dopo l’ abbandono di questa, avvenuto forse nel XV secolo, fu costruita un’altra chiesa della quale non è stato possibile determinare l’ubicazione. Dai documenti e dalle visite pastorali emergono le condizioni penose dell’edificio tali da indurre il vescovo mons. Coccapani, durante la visita pastorale del 24 luglio 1626, ad ordinare di trasferire la chiesa nel luogo designato.

Mons. Coccapani ritornò a Montebabbio dieci anni dopo  e trovò la chiesa nuova ormai compita, a suo parere mancavano soli sei mesi per terminarla e tanto fu il tempo che concesse a parroco e parrocchiani.

La pianta, redatta in occasione della visita Marliani del 1664, ci mostra una chiesa, orientata in senso liturgico,  con tre navate, 4 cappelle e la sagrestia; il coro, di forma quadrata, chiude il presbiterio. L’accesso alla chiesa è consentito da due porte, una sulla facciata, l‘altra  sul lato a settentrione.

Entrando dalla porta principale la prima cappella a destra ospitava l’altare di S. Anna, di giuspatronato della famiglia Spallanzani, ornato da un affresco raffigurante i santi Gioacchino ed Anna mentre presentano la vergine Maria a Zaccaria, sacerdote del tempio. Probabile autore dell’affresco è Giovanni Battista Spallanzani, il nonno di Lazzaro, che fu allievo dello Stringa, e apprezzato pittore nello scandianese.

Proseguendo sullo stesso lato vi era la sacrestia e poi l’altare dedicato alla Madonna del Rosario. Sopra l’altare era posto il grande quadro con la Vergine, S. Domenico, S. Catterina e i misteri del Rosario. Questo quadro è stato rubato nel 1990.

Sul lato opposto, a sinistra dell’ingresso vi era il battistero, sormontato dall’affresco rappresentante il battesimo di Gesù. .

Seguivano l’ingresso secondario e quindi l’altare di S. Giovanni al supplizio davanti alla Porta Latina, protettore della comunità di Montebabbio e che veniva festeggiato il 6 maggio e il 27 dicembre. Sull’altare era collocato il grande quadro, raffigurante il martirio del Santo, che è andato distrutto per cause ancora da accertare. Nella parte inferiore dell’altare, ora dedicato a S. Nicola, vi è un bellissimo paliotto in scagliola, probabile opera del frate cappuccino Felice Gianelli, artista itinerante del XVII secolo.

Questo altare era, con quadro e paliotto, il più ricco della chiesa perché i condomini, conti Prini e Cabrietti, si sentivano coinvolti nelle vicende della comunità e si preoccupavano che essa non sfigurasse.

Durante il periodo di governo pastorale di don Casolari (1865-1900) la chiesa fu completamente ristrutturata. Così lo stesso prevosto, abile scagliolista e provetto tornitore, descrive le modifiche apportate all’edificio: La Chiesa é stata allungata circa di 4 metri, ossia tutta la rotonda del coro ed innal­zato tutto il presbitero all’altezza di tutto il corpo della Chiesa. Nei due muri late­rali al Presbitero si sono tagliati due archi, poste analoghe tribune e per l’organo e per i cantori. Il pavimento di tutto il presbitero e del coro é di mattonelle. L’altare maggiore fu fatto per offerte e le diede principio Tondelli di Reggio e per cagione della morte del Tondelli fu scagliolato da certo Diacci Stefano da Carpi.

Il pulpito che era di legno ora é di scagliola con sovrapposto baldacchino pure di scagliola con crocefisso intagliato in legno del valore di 7 Lire.

Laltare basso a Cornu Epistolae che era di gesso ora é di scagliola e munito di un an­cona in laterizi abbastanza elegante con in alto la nicchia pel simulacro della B.V.

Le due sagrestie laterali al Presbitero a cornu epistolae per i preti, a  cornu evange­li pei confratelli furono tutte e due allungate quasi della metà. Sopra quella dei pre­ti vi sono due stanzette a comodo dei sacerdoti con caminetto di scagliola.

Dietro l’altare maggiore v’è  una credenza che serve per riporvi i candelieri e i fiori. In mezzo al coro un tamburo quadro che serve di piedestallo al  leggio per i libri da canto.

I sedili del coro con apposito schienale ed inginocchiatoi sono di noce con sottopiedi di pialla di abbastanza eleganza.

Dopo il breve governo di don Macchioni assunse la guida della parrocchia il bibbianese don Gioacchino Bertolini che avviò altri lavori all’interno della chiesa dandole l’aspetto che tuttora ammiriamo.

Queste le modifiche: Il 25.12.1904 il Parroco d’accordo coi fabbriceri e coi principali della Par­rocchia pensò di atterrare i muri che dividevano le  cappelle fra di loro, atterrare l’altare di S. Anna, ridurre il Battistero, porre l’organo sulla tribuna a Cornu Evangeli essendo prima posto sopra la porta principale, porre il pulpito nella colonna in Cornu evangeli, chiudere la porticella di levante ed aprirne due di fronte della faccia­ta della Chiesa ed in ultimo farla più decorosa.

L’interno della chiesa è stato restaurato nell’ormai lontano 1968 mentre il rifacimento del tetto, del sagrato e la pittura delle  parti esterne dell’edificio sono datati 2003. Sono poi dovute  a don Bruno Poli le vetrate artistiche alle finestre e la provvisione alla chiesa dell’impianto di riscaldamento.

Nel corso del 2006 è stato  curato il recupero dell’orologio solare che da circa due secoli orna la parete meridionale della nostra chiesa. Si tratta di una meridiana ad ore francesi realizzata probabilmente da don Domenico Caselli, sacerdote con notevoli conoscenze scientifiche che, cresciuto a Montebabbio, fu priore di Rondinara dal 1791 al 1837.



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